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I Docenti e la Qualità dell’Insegnamento.


Da qualche mese tutti i mezzi di informazione pubblicano articoli sulla condizione dei precari nella scuola di questo Paese. E bene fanno, così come è bene e giusto che i docenti precari abbiano fatto e facciano sentire con forza la loro voce. Un Paese che manda i suoi docenti in piazza e peggio sui tetti, non è certamente un Bel Paese, perché questa situazione denunzia il suo malessere più profondo, perché la Scuola e l’Istruzione debbono e non dovrebbero costituire in ciascuno Stato la priorità degli investimenti. Gli scioperi e/o le proteste del personale della scuola sono le sole occasioni in cui la carta stampata, le radio e le televisioni si interessano alle sorti della scuola.

Ripetutamente negli anni la A.I.C. ha inviato lettere a molti quotidiani per invitarli ad entrare nel mondo della scuola. In particolare la A.I.C. ha sempre evidenziato la carente qualità dell’insegnamento delle discipline scientifiche sperimentali Fisica e Chimica, ancora oggi affidato a laureati non dotati del titolo qualificante. Non soltanto nei Licei Classici ma anche nei Licei Scientifici l’insegnamento della Fisica è affidato dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) a laureati in Matematica, l’insegnamento della Chimica a laureati in Scienze Naturali, Biologia e quant’altro. Il risultato è che gli studenti non acquisiscono correttamente neppure i concetti fondanti di tali discipline, perchè non praticano l’attività di Laboratorio che ne consolida la conoscenza e (aspetto importantissimo) contribuisce notevolmente alla formazione critica dell’alunno e non divengono consapevoli del notevole contributo che queste discipline danno alla loro esperienza di vita quotidiana.

Governi di destra e di sinistra non hanno mai dato soluzione a questa che è una delle problematiche serie della nostra scuola. Tutti i ministri nei decenni hanno annunciato la “Riforma” della scuola, ma non la hanno mai realizzata. Una “Riforma” dovrebbe prefiggersi anzitutto un processo di innovazione ed il più rapido possibile.

Dall’Oli Devoto definizione di Riforma: “Qualsiasi movimento o provvedimento che sostenga o realizzi il rinnovamento più o meno profondo di una condizione o situazione esistente, per adeguarla a nuove e diverse esigenze”.

E definizione di innovazione.”Introduzione di sistemi e criteri nuovi”.

Non mi pare che queste definizioni rispecchino quanto è stato realizzato dai diversi ministri pro – tempore. Infatti nessuno di loro fino ad oggi ha saputo e voluto creare nella scuola le condizioni che soddisfino la domanda del tempo che viviamo, cioè di un tempo nel quale anche Scienza e Tecnologia giocano un ruolo fondamentale nella formazione culturale dei nostri giovani.


Mi piace, però, altresì ricordare che i docenti vanno in piazza per protestare contro il “Concorsone” o per una adeguata retribuzione – cause giustissime - ma non protestano mai per difendere la Qualità della Scuola. E credo che questo loro comportamento non sia, a mio parere, meno preoccupante e meno lesivo di quello tenuto dalle Istituzioni.

I docenti non hanno saputo mai dire al Paese e a chi ci governa che essi assieme agli studenti sono la parte essenziale e la struttura portante della scuola.

Spero che i colleghi si destino e sappiano dire ai ministri che si succedono e che con disinvoltura si avvicinano al mondo della scuola senza mai conoscerlo ed entrarvi (se non attraverso aspetti formali e burocratici), che senza il loro valido contributo non è possibile realizzare il processo di rinnovamento necessario per creare la Scuola Nuova, cioè una Scuola che sappia dare risposte adeguate ai giovani, che sia stimolante e sia dotata di strutture idonee e di docenti qualificati al processo di insegnamento/apprendimento delle discipline scientifiche sperimentali in particolare.

Un appello molto spesso è stato rivolto dalla A.I.C. anche alle Associazioni dei Genitori per sollecitarli a difendere la qualità dell’insegnamento della Fisica e della Chimica, ma non vi è stata mai alcuna risposta da parte loro. Probabilmente perché anche loro, come i burocrati, sono rimasti fermi all’idea di Gentile secondo la quale, essenzialmente, le discipline scientifiche non sono pensiero, ma tecnica.

Eppure sono trascorsi 80 (ottanta) anni !

A conclusione desidero rivolgere un appello ai docenti della classe di concorso A013 (che cambia numero probabilmente) per invitarli a difendere la loro causa, a non disperdersi sotto etichette e denominazioni varie e a sostenere tutti insieme la A.I.C. che si è costituita nell’anno 1995 per difendere la qualità dell’insegnamento della Chimica perché fino ad allora nè la SCI,nè gli Enti preposti a difenderla e neppure i docenti della classe A013 ( o classificazioni ipiù o meno equipollenti) si erano accorti (bonaria’ ironia) che la Chimica stava soccombendo.

E mi piace ricordare che la A.I.C. in questi anni è stata l’unica ad iniziare il processo di rinnovamento della formazione scientifica nella scuola italiana.

La A.I.C. in questi anni ha anche difeso la qualità dell’insegnamento della Matematica (disciplina di rilievo nel curriculum di studi) che è affidato nelle diverse fasce scolari a laureati che non posseggono il titolo qualificante.

G. Mauro


 
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A partire dal momento della emanazione del DDL n.112 del 25 giugno 2008, successivamente convertito in legge,si sono susseguiti innumerevoli commenti,valutazioni,considerazioni,appelli,suggerimenti e proposte da parte di tutta la comunità scientifica nazionale, fortemente preoccupata circa le conseguenze che le azioni realizzative di quel decreto avrebbero avuto sul profilo dell’istruzione,educazione e formazione scientifica nella scuola pubblica italiana.

Oggi,dopo la recente approvazione governativa dei regolamenti attuativi di riordino della scuola,sappiamo quanto quei timori,espressi costantemente in ogni circostanza,fossero fondati: siamo di fronte ad un processo di trasformazione dell’assetto ordinamentale,didattico ed organizzativo della scuola pubblica italiana, la cui ricaduta sulla qualità della educazione e formazione,non soltanto scientifica,saranno evidenti nel giro di pochi anni. Tale trasformazione comporterà un cambiamento nel nostro patrimonio culturale e nelle capacità competitive del nostro Paese sulla scena mondiale.

L’Associazione Insegnanti Chimici ritiene che tutti noi, docenti di sistemi,metodi e valori delle discipline scientifiche,e di quelle sperimentali in particolare,dobbiamo ,nell’ambito di questo processo ormai avviato ma certamente non concluso,assumerci le responsabilità che ci sono proprie in quanto costruttori e diffusori di cultura.

Queste responsabilità afferiscono sia al nostro ruolo di guida ed orientamento nel tracciare ed indicare le linee di sviluppo di una organizzazione sociale,sia alla nostra posizione operativa all’interno del sistema Scuola.

Dobbiamo essere pertanto capaci di esprimere una visione totale, integrata, bilanciata ed unitaria della formazione scientifica , attraverso cui contribuire alla costruzione di una società piu’ responsabile e più consapevole.

Questa Associazione valuta come assolutamente indispensabile, e pertanto propone, che le Associazioni disciplinari dei docenti di materie scientifiche e tecnologiche,unitamente alle corrispondenti Società scientifiche ,costituiscano una Commissione Didattica Congiunta Nazionale,rappresentativa e paritetica, che elabori e comunichi ai decisori politici quali forme e quali contenuti devono essere presenti nell’insegnamento delle discipline scientifiche in tutti gli istituti di istruzione secondaria superiore.

E’ questa l’unica modalità di lavoro che puo’ garantire una vera riforma strategica,condivisa,motivante ed efficace del nostro sistema educativo.

 

Prof. Giorgio Cucciardi

Presidente AIC
Associazione Insegnanti Chimici

 
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Associazione Insegnanti Chimici

Via G. Sciuti, 81/b - 90144 Palermo

tel./fax: 091.30.10.71 - e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - sito internet: www.aic-eu.it


LETTERA APERTA

  • A tutte le forze politiche che si presenteranno alle Elezioni del 13 e 14 aprile 2008

  • Al Ministro della Pubblica Istruzione On.Dottor Giuseppe Fioroni

  • Al Vice Ministro della Pubblica Istruzione Dott.ssa Mariangela Bastico

  • Al Capo Dipartimento per l’Istruzione del Ministero della Pubblica Istruzione Dottor Giuseppe Cosentino

  • Alle Organizzazioni Sindacali

  • Al vicepresidente di Confindustria con delega per l’Istruzione Gianfelice Rocca

Oggetto: qualità dell’insegnamento delle Scienze Sperimentali nella Scuola Secondaria, mediante valorizzazione delle specifiche professionalità dei docenti (ciascuno insegni la disciplina nella quale è laureato), e richiesta di integrazione della composizione della Commissione per l’Istruzione Tecnica e Professionale istituita con Decreto Dipartimentale n. 81 del 14/12/2007


Come accade a tutti gli appuntamenti elettorali, noi cittadini sentiamo enumerare i vari problemi che affliggono questo Paese: pensioni, salari, lavoro, difesa del posto di lavoro e della sicurezza sul lavoro ed altro.Tutti problemi e situazioni che giustamente necessitano di attenzione e che devono essere veramente risolti e con urgenza.


Stranamente però ci sembra che nessun politico (e nessun sindacalista) parli, se non in maniera superficiale, della Scuola, delle sue reali carenze, ed in particolare della qualità dell’insegnamento e della razionale gestione delle “risorse umane” in essa investite, per sottolineare la fondamentale funzione culturale e sociale di questa Istituzione nella formazione dei giovani.


Con questa lettera aperta i docenti della classe di concorso A013 della A.I.C. – Associazione Insegnanti Chimici - vogliono richiamare l’attenzione dei politici e di tutti coloro che si interessano alle sorti della Scuola e dei giovani studenti su un aspetto particolare e cioè la qualità dell’insegnamento delle scienze sperimentali e della Chimica (perché ci riguarda direttamente) nella Scuola Secondaria di 2° grado.


Le notizie che filtrano sullo stato dell’Arte dei lavori sulla Riforma della Scuola Secondaria, come portata avanti finora da entrambi gli schieramenti politici,inducono gravi preoccupazioni sulla qualità dell’insegnamento delle Scienze sperimentali, già fortemente carente al momento attuale (si vedano i pessimi risultati dell’ultimo rapporto OCSE-PISA) e che in futuro potrebbe ulteriormente peggiorare.


Discipline come la Chimica, le Scienze Naturali e Biologiche, la Fisica, radicalmente differenti tra loro sul piano epistemologico, debbono essere insegnate dai docenti che sicuramente ne possiedono le conoscenze. Qualsiasi accorpamento disciplinare, a livello di Scuola Secondaria, risulta una forzatura che non trova giustificazioni sul piano della qualità del processo di insegnamento/apprendimento.


Invece, con disappunto, rileviamo che l’insegnamento della Chimica nella maggioranza delle Scuole Secondarie non è affidato ai docenti della Classe di Concorso A013, laureati in Chimica o Chimica Industriale o Chimica e Tecnologia Farmaceutica, ma ai docenti della Classe di Concorso A060 o altre classi di concorso, per la quasi totalità non laureati in Chimica né Chimica industriale né CTF.

Come se ciò non bastasse, alcuni soggetti, come Confindustria e alcuni Dirigenti scolastici mentre reclamano giovani preparati e perfezionano accordi per l’esperienza scuola–lavoro, allo stesso tempo nel biennio della scuola secondaria, propongono l’insegnamento di una fantomatica e “mostruosa” disciplina detta “scienze integrate”. Riteniamo tale proposta un gravissimo e grossolano errore. Non è possibile trasmettere la conoscenza di una disciplina, ripetiamo, se non se ne dominano la struttura, le connessioni logiche, i linguaggi specifici, i contenuti e non si possiede l’abilità di operare nel laboratorio reale.


Vista inoltre la composizione della Commissione per l’Istruzione Tecnica e Professionale istituita con Decreto Dipartimentale n. 81 del 14/12/2007 ed avendo notato che:

  • gli unici insegnanti presenti in tale commissione sono delle discipline:Fisica (1 insegnante), Matematica (1 insegnante), Discipline meccaniche e tecnologia (1 insegnante),Meccanica applicata (1 insegnante), Informatica (1 insegnante), Economia aziendale (2 insegnanti), per un totale di solo 7 componenti insegnanti su ben 37 componenti totali della Commissione


- fra tali 7 componenti insegnanti non ne figura alcuno della classe di concorso A013 (Chimica e Tecnologie Chimiche),

manifestando la viva preoccupazione per la considerazione apparentemente nulla assegnata alla Chimica,disciplina che, in quanto propedeutica a discipline quali Scienze della Terra e Biologia, è fondamentale per comprendere la realtà in cui viviamo caratterizzata da una complessità scientifica e tecnologica sempre crescente


CHIEDIAMO


 

  1. che l’insegnamento della Chimica sia assegnato negli Istituti Tecnici e Professionali e in tutti i Licei, solamente ai docenti della Classe di Concorso A013, laureati in Chimica o Chimica Industriale o Chimica e Tecnologia Farmaceutica, “scorporando” tale disciplina dalle cattedre di “Scienze Naturali,…” affidate ai docenti della Classe di Concorso A060 o altre classi di concorso, non laureati in Chimica, né Chimica industriale, né CTF. Facciamo notare che i docenti della Classe A013 sono tanti da poter ricoprire tutte le cattedre di Chimica, e se venisse data loro l’opportunità di farlo - come sarebbe logico ed equo - oltre alla loro piena valorizzazione come risorse umane al servizio della Scuola e del Paese, il livello dell’istruzione scientifica degli alunni del nostro Paese non sarebbe così scandalosamente carente come rilevato dal rapporto OCSE-PISA

  2. che nel biennio iniziale di tutte le Scuole Secondarie di 2° grado (compresi i Licei e gli Istituti Tecnici e Professionali) e nel biennio degl’Istituti d’Arte, sia reso obbligatorio l’insegnamento della disciplina “Chimica e Laboratorio”, perchè,propedeutica allo studio delle altre discipline scientifiche ed allo studio e alla manipolazione dei materiali. Tale insegnamento deve sempre essere affidato ai soli docenti “chimici” della classe di concorso A013;

  3. che tra i membri della Commissione per l’Istruzione Tecnica e Professionale istituita con Decreto Dipartimentale n. 81 del 14/12/2007 vi sia una congrua rappresentanza di docenti di Chimica e Tecnologie Chimiche della Classe di Concorso A013;

  4. che la formazione dei futuri docenti sia affidata, per le specifiche discipline, a docenti dei diversi livelli scolari e non solo ai docenti universitari che non sperimentando quotidianamente metodologie, linguaggio e problematiche della scuola, inevitabilmente non ne conoscono situazioni reali, ma ipotetiche.

 


Augurandoci che chi governerà questo Paese vorrà impegnarsi per dare finalmente una risposta valida, logica e definitiva a quanto sopra richiesto, evidenziamo che questa lettera non è dettata da “corporativismo”, ma da improrogabili esigenze di formazione e di corretta e rigorosa conoscenza, da parte degli alunni, delle Scienze Sperimentali ed in particolare della Chimica.

Questa Scienza, oltre ad essere di fondamentale importanza come solido fondamento allo studio di vaste aree scientifiche e tecnologiche, dalla Medicina alle Scienze Biologiche e Naturali, all’Ingegneria, permea la vita quotidiana e lavorativa di tutti noi ed è preposta ad importanti attività produttive, alla vigilanza della qualità della vita nei suoi differenti aspetti: ambientale, alimentare, genetico, igienico-sanitario, ecc.

   Distinti saluti

Giuseppa Mauro   
Presidente A.I.C.   

Palermo,16.02.2008

 
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