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Convegni - Formazione del chimico e formazione di base (Padova) PDF Stampa E-mail

PADOVA ottobre 2001

Relazione della A.I.C. al "Congresso Nazionale dei Docenti Chimici"

La Associazione Insegnanti Chimici (A.I.C.) è una Associazione culturale non a scopo di lucro costituitasi legalmente nel 1995 che si interessa alla qualità della didattica della Chimica e il cui scopo è anche quello di valorizzare e divulgare il significato e l'impatto che questa scienza, ancora oggi sottovalutata, ha avuto e ha sulla vita sociale.

La Chimica è considerata dai più come materia ostica e difficilissima. Anche la Storia non è una materia facile da studiare e richiede le stesse abilità intellettive necessarie allo studio della Chimica, della Fisica e della Matematica e cioè capacità di analisi, di sintesi, di elaborazione, di induzione, di deduzione, di collegamento.

Questo atteggiamento negativo nei riguardi della Chimica deriva da una carente cultura scientifica nel nostro paese, a cui si accompagna,in particolare, una immagine della Chimica potentemente connotata in senso negativo che,appoggiandosi su questa carenza, diviene senso comune diffuso.

Una grave lacuna culturale,questa,che le Istituzioni preposte all'istruzione non solo non si preoccupano di colmare, ma anzi ne sono complici e sono sorde ai nostri ripetuti richiami a una valutazione della realtà sociale in cui si impone molto più che prima la conoscenza di scienza e di tecnologia.

E' opinione diffusa a partire dal Ministero della Istruzione (M.I.) che basta fornire computer alla scuola italiana per credere che i giovani abbiano la preparazione adeguata per soddisfare le esigenze culturali e di formazione di una figura professionale, qualunque essa sia.

Un aspetto molto carente nella formazione culturale dei nostri giovani studenti e quindi della società è "l'educazione scientifica".

Questo tema chiama in causa

- la scuola in tutto il suo arco e

- l'approccio metodologico del processo di insegnamento/apprendimento (i/a).

L'educazione scientifica pre-universitaria è strettamente collegata al tema di questo Congresso.

La "Formazione del Chimico" infatti ha il suo fondamento nella"formazione all'atteggiamento scientifico" che è quel processo che, nei tempi e nei modi adeguati, gradualmente permette di costruire la conoscenza.

La conoscenza è un processo di costruzione delle idee e della loro storia. Il sistema educativo deve quindi proporsi non tanto di fornire nozioni e informazioni, quanto di costruire nell'alunno con gradualità un percorso logico-critico di conoscenza che costituisce la base per i successivi sviluppi disciplinari e professionali.

Il progresso tecnologico accresce in modo esponenziale le informazioni che è possibile trasferire solo parzialmente nel corso degli studi.

Il percorso metodologico didattico allora deve essere quello essenziale alla formazione di una struttura intellettiva che permetta al discente di decodificare le informazioni che di volta in volta riceve.

Questo processo di formazione deve iniziare nella scuola materna, perchè è proprio a partire da questa fascia di scolarità che è necessario costruire nell'alunno i presupposti di un percorso scolare critico.

Le conoscenze devono essere quelle che il bambino può sfruttare immediatamente, interagendo con l'ambiente che lo circonda che a questo punto diviene una realtà nella quale è leggibile una serie di tratti.

In questo modo si genera e si rafforza l'interesse e si stimolano la curiosità e la immaginazione.

Per realizzare questo processo occorre procedere secondo uno sviluppo che parte dalla osservazione e dalla manipolazione dirette, per costruire attraverso i processi di classificazione,comparazione e misurazione, concetti in modo sempre più articolato.Questo percorso che è alla base del procedere scientifico negli anni affinandosi,ampliando la connessione con altri concetti, arriva fino alla modellizzazione e alla formalizzazione delle leggi e delle teorie.

Un processo di i/a critico e strutturato dei fenomeni che interessano il mondo della natura svilupperà gradualmente nel bambino l'abilità a:

- comprendere il rapporto causa-effetto di un fenomeno

- valutare in maniera critica i fattori che possono influenzare l'andamento di un fenomeno

- a percepire in modo critico e personale anche gli eventi del quotidiano e si costruirà in lui un modo di porsi nella valutazione della realtà circostante.

In questo processo di costruzone dei concetti non devono venire meno:

- la problematizzazione dei temi

- il riferimento al quotidiano, l'osservazione dell'ambiente in cui il bambino vive e opera. Questo riferimento è importantissimo perchè una disciplina scientifica non venga vissuta come qualcosa di astratto e lontano.

Il bambino avrà imparato a "fare usando la testa ".

Alla formazione dell'atteggiamento scientifico concorre anche l'acquisizione del linguaggio scientifico da parte del discente (sempre in relazione al livello di scolarità) in quanto lo educa a quella precisione e a quel rigore che le discipline scientifiche richiedono,oltre a costituire premessa alla facilità di comunicazione.

Da parte del docente il linguaggio deve essere specifico, ma sempre chiaro e accessibile a qualunque livello di scolarità.

Allorchè questo giovane studente affronterà lo studio differenziato delle discipline scientifiche sperimentali e quindi della Chimica sarà in grado di:

- comprendere il rapporto causa-effetto di un fenomeno o/e di un processo

- valutare in maniera critica i fattori che possono influenzare l'andamento di un fenomeno o/e di un processo

- progettare un percorso di analisi e di sintesi

- comunicare nel linguaggio appropriato e specifico

- formalizzare e generalizzare un concetto o una legge

- costruire e utilizzare modelli interpretativi da sottoporre a controllo sperimentale.

Questo processo di formazione deve accompagnarsi alla conoscenza del processo storico del pensiero scientifico attraverso cui l'alunno avrà appreso:

a) che le conoscenze e le teorie scientifiche non sono un dato immutabile,ma che esse sono sempre soggette a revisione, si sviluppano e cambiano attraverso un percorso storico complesso ed una continua dialettica fra teoria ed esperimento

b) che le conoscenze scientifiche e le tecnologie hanno dato un notevole e determinante contributo allo sviluppo dell'umanità

c) che il progresso scientifico è una sequenza incessante di traguardi della ricerca e della elaborazione

d) che questi traguardi determinano anche il rapporto scienza/tecnologia/progresso sociale.

In particolare per quanto riguarda la Chimica, l'alunno avrà compreso che:

- le idee, le teorie,i prodotti della Chimica hanno esercitato ed esercitano una profonda influenza sullo sviluppo del pensiero, della tecnologia e della esistenza materiale degli uomini

- le teorie e le operazioni della Chimica costituiscono dei potenti mezzi per poter interpretare i fenomeni e per poter agire sulla materia in modo prevedibile e secondo uno scopo prefissato.

Questo è l'approccio metodologico e il percorso che dovrebbe essere seguito per formare generazioni il cui processo di apprendimento si fonda su percorsi mentali logici e critici.

Quando l'alunno avrà fatto proprio questo processo avrà acquisito la capacità di valutare se stesso, la realtà circostante e le scelte per il suo futuro.

Gli alunni avranno anche appreso a guardare alla Chimica in modo positivo perchè ne avranno compreso l'importanza nella vita di ciascuno di noi e nei vari campi di applicazione: dalla fotografia, ai processi biologici, ai farmaci, alla fotosintesi, ai cosmetici, alle vernici, ai coloranti, alla biogenetica, ai polimeri, ai prodotti di uso comune che da questi derivano,alla problematica legata all'ambiente,alle acque e altri e alle tecnologie relative.

Non vanno sottaciuti i problemi legati a queste tecnologie,ma va evidenziato anche come la Chimica possa offrire gli strumenti per affrontarli.

Conscia della grave lacuna nella formazione scientifica dei giovani, la A.I.C. da quattro anni lavora con i bambini (in presenza dei docenti). Abbiamo iniziato dalle classi della scuola materna e seguiremo questi bambini anno per anno fino a conclusione del ciclo della scuola elementare.

Questo nostro atto di volontariato e di amore per la scuola sappiamo bene che non risolve il problema se limitato a qualche scuola e fino a quando non si disporrà di una classe di docenti che possieda una formazione scientifica.Questi sono i nostri auspici per il futuro.

Ancora oggi nella formazione culturale dei giovani è molto carente o assente la formazione scientifica.

Stante questa condizione pensiamo che l'Università deve dare il suo contributo alla formazione del futuro Chimico. Deve cioè preoccuparsi della formazione allo atteggiamento scientifico dello studente.

Evidenziando che:

- i campi di applicazione della Chimica divengono sempre più ampi e specialistici,

- non è possibile in un corso di laurea trasferire allo studente tutte le conoscenze specifiche richieste dal mercato,

-nel futuro si guarderà al "capitale umano" piuttosto che ai prodotti sempre più sofisticati della tecnologia,

diviene fondamentale e necessaria la formazione concettuale e culturale che permetta al futuro chimico di affrontare realtà e specificità diverse.

Ciò significa che, probabilmente, deve essere riconsiderato il percorso didattico e formativo nel corso di studi per la laurea in Chimica con maggiore attenzione ai seguenti punti:

- approccio metodologico

- contenuti

- scambi con altre Università

- breve esperienza di lavoro pre-laurea

- crediti.

Per quanto riguarda il percorso didattico, si dovrebbe iniziare con l'indagare sul grado di formazione e sull'entità delle conoscenze possedute dallo studente matricola e sulla base dei risultati organizzare la sequenzialità logica dei contenuti e l'approccio metodologico da seguire.

Per valutare il sapere di ciascun allievo sarebbe proficuo porre non i soliti quesiti vero/falso, a risposta multipla, ecc., ma privilegiare domande aperte,o formulare brevi tesine di carattere scientifico sicchè da questa prima prova scritta sia possibile ricavare delle informazioni sul livello e sulla qualità delle conoscenze possedute dallo studente. Queste ultime modalità di prove scritte sarebbero, a mio parere, sempre da privilegiare a quelle in cui la risposta consiste in un semplice segno.

In un processo logico e critico di formazione,l'approccio metodologico deve fondarsi sempre su:

- osservazione

- elaborazione teorica

- attività di laboratorio

- problematizzazione dei temi l'attività di laboratorio individuale e di gruppo, che inizia dal processo di osservazione, non dev'essere sottovalutata e dev'essere realizzata dagli studenti.

La manualità è importantissima nella formazione di un giovane e in particolare in quella del Chimico.

La pratica di laboratorio è un esercizio intellettivo insostituibile per la formazione critica dello studente perchè gli permette:

- di comprendere i meccanisnmi di azione

- di collegare la conoscenza concettuale con i risultati sperimentali e di verificarla

- di comprendere che egli è l'artefice di una realtà che può modificare.

I risultati ottenuti dall'attività di laboratorio devono essere registrati,analizzati, discussi tutti insieme,utilizzati come basi esplicative dei fenomeni e per stendere la relazione scritta.

Questo procedere educa lo studente:

- al lavoro di gruppo

- a esprimere la propria opinione all'interno del gruppo

- al rispetto delle opinioni altrui

- a valutare e selezionare i risultati e lo stimola all'apprendimento del linguaggio specifico e al sapere quindi comunicare in forma scritta e orale nel linguaggio appropriato.

Il laboratorio "virtuale" sostenuto da molti non esplica la medesima funzione formativa del laboratorio "reale". Gli studenti devono essere preparati all'uso consapevole del computer, ma il mezzo multimediale dovrebbe essere utilizzato non in sostituzione della pratica di laboratorio,ma a complemento e comunque soltanto quando l'allievo avrà fatto proprio il processo critico della conoscenza, cioè sarà in grado di effettuare processi concettuali

(elaborazione,collegamento delle conoscenze, analisi··.).

L'innovazione nella didattica non deve consistere nell'introduzione dell'uso del computer e delle tecnologia più avanzata, ma nello sforzo di trovare strategie diverse per stimolare la curiosità intellettiva e le capacità dello studente.

I contenuti probabilmente devono:

- essere riveduti non compiendo un processo al ribasso

- essere intrecciati sempre alla conoscenza del processo storico del pensiero scientifico sicchè gli alunni possano inquadrare le loro conoscenze in una struttura portante

- fare riferimento alle situazioni del quotidiano,considerando fenomeni sempre più complessi,altrimenti questa disciplina e questa scienza,ripeto,saranno sentite come astratte e lontane

I contenuti della formazione base devono essere uniformi a livello nazionale per garantire condizioni di eguaglianza.Con l'instaurarsi dell'Autonomia nella Università, i Dipartimenti istituiscono i più svariati corsi di specializzazione. In questa varietà di offerta potrebbe originarsi una frammentazione dei contenuti base.

Nel termine contenuti implico anche tutti i percorsi della didattica finalizzati alla formazione professionale.

Questi devono contemplare anche quello in cui gli studenti sono:

- guidati ad orientarsi nella ricerca bibliografica e nella sua organizzazione

- preparati alla comprensione di testi scientifici specifici

- preparati alla redazione di articoli scientifici.

Per contribuire alla formazione del futuro professionista agli studenti deve essere offerta la possibilità di scambi con altre Università o con centri validi di ricerca nazionali ed esteri.

Altro aspetto da valutare è il rapporto Università/esperienza di lavoro di cui tanto si dice e si scrive. Per un breve periodo lo studente potrebbe fare esperienza di lavoro nel settore specialistico da lui scelto in Italia e/o all'estero.

Questa "eventuale" esperienza di lavoro deve costituire per˜ un periodo di arricchimento nella formazione professionale e culturale dello studente e del futuro professionista.

(Questa formula viene sostenuta anche nella scuola secondaria superiore (s.s.s.) e se dovesse passare, noi pensiamo che la formazione culturale dei giovani non dovrebbe essere abbassata di livello, Se cos“ fosse, nel futuro avremmo dei bravi esecutori, ma non soggetti attivi nel mondo del lavoro).

La selezione degli studenti relativamente a questi due tipi di esperienze menzionate deve essere attuata valorizzando il "merito"; soltanto cos“ si può arginare il fenomeno della "fuga dei cervelli".

Il docente a qualunque livello è un educatore e deve costituire un modello per il discente. La trasparenza e la correttezza di comportamento del docente,contribuirà a formare un corretto cittadino e quindi un corretto professionista.

Altro contributo alla formazione del Chimico potrebbe essere costituito dall'organizzare progetti di ricerca fra studenti di differenti corsi di laurea dell'area scientifica. Progetti condotti e realizzati con molta serietà di intenti.

Questa esperienza potrebbe presentare il vantaggio di preparare lo studente alla responsabilità della gestione e dell'organizzazione di un progetto in tutte le sue fasi.

Altro punto da considerare è quello dei crediti. Se la prassi dei crediti dovesse rimanere valida, è necessario valutare attentamente l'entità del sapere acquisito dallo studente.

In un processo di formazione così costruito lo studente

- avrà acquisito capacità di analisi, di sintesi, di astrazione

- avrà appreso a organizzare intellettivamente le sue conoscenze

-avrà appreso a elaborare, coordinare e collegare il suo sapere.

Questa organizzazione mentale gli consentirà nel futuro di autoaggiornarsi per arricchire le sue conoscenze e migliorare le sue competenze.

Gli allievi in un processo di i/a così strutturato si sentiranno e diverranno parte attiva del processo di formazione e non ascoltatori o esecutori passivi. Questo nuovo rapporto docente/discente sarà anche un motivo di stimolo in più per i loro studi.

Le conseguenze e le prospettive della Riforma Universitaria derivano da queste premesse.

La Riforma per essere significativa dovrebbe interessare gradualmente tutto l'arco scolastico.Una Riforma Universitaria avulsa dalla riforma pre-Universitaria non raggiunge il livello di formazione voluto o a cui si aspira.

Il processo di rinnovamento può essere agevolato anche dalla sinergia di azione Università/s.s.s.. Il Dipartimento di Chimica dell'Università potrebbe e, pensiamo, dovrebbe collaborare con i docenti di Chimica della (s.s.s.), permettendo, a richiesta, la disponibilità dell'uso guidato di alcune attrezzature di laboratorio. Si verifica infatti che mentre in alcune Università delle attrezzature di laboratorio rimangono inutilizzate, nella s.s.s. le attrezzature sono molto scarse o inesistenti e nella scuola primaria manca l'essenziale (banco di lavoro, laboratori, elementari strumenti di misurazione, ecc·).

Sempre nello spirito di collaborazione Università /s.s.s., sarebbe anche auspicabile che nel primo anno o nel primo semestre del corso di studi Universitari i docenti dell'Università si avvalessero della collaborazione dei docenti della s.s.s. i quali possono dare il valido contributo della loro esperienza in questa fase di passaggio ch'è una delle tappe più importantie critiche nella vita dello studente.

La Riforma della Scuola, a qualunque livello, non risolve i problemi,a mio parere, se

non mutano atteggiamenti didattici e professionali di noi docenti e alcune prassi consolidate che non favoriscono il processo di rinnovamento.

La situazione che si vive nel corso di laurea in Chimica in qualche Università è da decenni immutata e da decenni la didattica della Chimica (e non solo nel dipartimento di Chimica) crea al primo contatto un rapporto traumatico con gli studenti, perchè si inizia il corso di lezioni come se gli studenti conoscessero la Chimica o avessero familiarità con essa.

Qualche studente dopo avere ascoltato due o tre lezioni, cambia corso di laurea pur avendolo scelto.

Molti studenti universitari

- lamentano il sentire astratta questa scienza in tutto il corso di studi in quanto manca il riferimento a situazioni reali

- sentono che il corso di studi non li prepara ad affrontare il mercato del lavoro.

Per quanto riguarda la nuova scansione del corso di studi universitari si dovrebbe valutare quale sarà lo sbocco di coloro che conseguiranno la laurea breve. Sarà la scuola secondaria superiore?

Avranno questi laureati dopo tre anni di studio la formazione adeguata per espletare la delicata e importante funzione di docente?

Adeguarsi all'Europa è divenuto un ritornello troppo insistente e ridondante. Ma perchè non ci si chiede se anche qualcosa può essere copiata da noi? Sarebbe questa una favorevole congiuntura che ci si offre per evidenziare gli aspetti positivi sociali e culturali del nostro paese.

Eppoi a quali paesi dell'âEuropa dobbiamo guardare? Al sistema scolastico anglo-sassone, in cui sono assenti sia la formazione di base che la formazione culturale di un professionista?

La nostra scuola, nonostante alcuni aspetti negativi, ha dato e dà ai nostri giovani una preparazione teorica buona relativamente a quella di alcuni paesi. Una grave carenza nella scuola italiana a tutti i livelli è l'aspetto applicativo. Ed è questo che va potenziato.

Uno degli aspetti negativi nel nostro sistema scolastico si configura nel binomio insegnamento/competenza che non coinvolge soltanto la Chimica,ma la Chimica è la disciplina che ha pagato e continua a pagare il prezzo più alto.

Con le sessioni riservate di abilitazione il M.I. ha inteso sanare una situazione scandalosa. Da questo anno scolastico infatti non sono più in vigore alcuni di quei D.D.MM. lesivi che si sono sovraffollati negli anni passati. Forse la nostra battaglia di questi anni ha dato qualche frutto, certamente non nel modo da noi voluto e richiesto.

Ma la battaglia non è finita.

Da circa mezzo secolo l'insegnamento della Chimica nei Licei anche quello socio-psicopedagogico (ex Istituto Magistrale) viene affidato a laureati che non ne hanno il titolo. A svariate generazioni di giovani è stato trasmesso in maniera approssimativa e ignorando l'attività di laboratorio qualche concetto di Chimica e questi giovani non ne hanno mai compreso:

- il significato delle idee

- il contributo alla formazione dell'individuo

- il contributo alla soluzione di molti problemi

- il contributo al progresso dell'umanità.

Non avere appreso il valore che questa scienza ha per il progresso dell'umanità ha come conseguenza la sua connotazione negativa a livello di comunicazione sociale.

E' forse anche dovuta a questa mancata conoscenza dell'importanza della Chimica nel progresso sociale la resistenza che viene opposta alla nostra battaglia che dura da cinque anni in maniera persistente.

La competenza nella scuola è un problema a cui devono interessarsi Istituzioni, genitori, alunni,docenti di qualunque fascia del processo educativo e tutti coloro che sono sensibili alla "Qualità" nella/della scuola, perchè è in gioco la formazione dei nostri giovani e il loro ingresso nel mercato del lavoro.

I mezzi di comunicazione dovrebbero intervenire per dare il loro contributo a portare a soluzione questa anomala e assurda condizione che si vive nella nostra scuola e non interessarsi a questa solo nei casi che fanno notizia, cioè quando si occupano le piazze.

La qualità dell'insegnamento della Chimica nella s.s.s. coinvolge tutti noi, perchè è nella s.s.s. che lo studente apprende a comprenderne il significato e l'importanza ed è in questa fascia scolare che i giovani operano le loro scelte.

Tutti noi dovremmo quindi dare il nostro contributo alla difesa della qualità dello insegnamento della Chimica nella s.s.s. .

A tale scopo propongo, quale rappresentante della A.I.C., che in questo Congresso venga redatto un documento ufficiale da inviare al M.I. al C.N.P.I., a figure istituzionali, alle Associazioni dei genitori,ai Sindacati, in cui si chiede:

1) che la Chimica venga insegnata nella s.s.s. da chi ne ha il titolo perchè la formazione specifica di questa scienza inizia nella s.s.s.

2) che il numero di ore di insegnamento della Chimica sia aumentato perchè gli studenti possano acquisire le conoscenze adeguate ai tempi

3) che dalla cattedra di "Scienze Naturali, Geografia, Chimica, Microbiologia" venga scorporata la Chimica

4) che i Dirigenti scolastici provvedano alle attrezzature del Laboratorio di Chimica o a potenziarle se esistono

5) che nella scuola di specializzazione per docenti facciano parte della Commissione a pieno titolo i docenti di s.s.s. che conoscono la realtà della scuola perchè la vivono giorno dopo giorno.

Chiediamo ciò perchè vengano formate figure professionali all'altezza dello impegnativo compito che le attende nella scuola. Anche questo punto dovrebbe essere preso in considerazione nella Riforma Universitaria.

Tutti quelli che crediamo nella Chimica dovremmo promuovere azioni comuni a difesa della qualità del suo insegnamento,della sua immagine e del suo alto valore sociale!