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SCIENZA è…

"La scienza non è una raccolta di leggi, un catalogo di fatti senza nesso. È una creazione dell’intelletto umano, con le sue libere invenzioni di idee e concetti."

A.Einstein, L. Infeld

"la natura comincia dalla ragione e termina nella sperienza; a noi bisogna seguitare in contrario, cioè cominciando… dalla sperienza , e con quella investigare la ragione.

Leonardo da Vinci

"come si valuta alla fine l’entità di un contributo allo sviluppo della Scienza? Non coincide essa con la capacità che le sue applicazioni hanno di mutare la vita di ogni giorno? L’essenza della nostra attuale cultura non consiste nello sviluppo controllato dell’ambiente sotto il potere dell’Uomo?"

John O’ M. Bockris

CHIMICA è…

"La filosofia chimica insegna a investigare le forme nascoste delle cose secondo la verità e non secondo l’apparenza delle cose."

G. Dorn, 1584

"La chimica possiede questa facoltà creatrice (di materiali artificiali) ad un grado ancora più eminente delle altre scienze; penetra più profondamente e giunge fino agli elementi naturali degli esseri. Non solamente essa crea dei fenomeni, ma ha la potenza di rifare ciò che ha distrutto."

Marcelin Berthelot,1876

"La divisione … in chimica teorica e chimica pratica….è falsa e dannosa. Non vi è autentica chimica senza la riunione delle due. è impossibile trovare una teoria chimica senza fare delle esperienze, come è impossibile fare della pratica chimica senza trarne dei risultati, l’insieme dei quali costituisce autenticamente la teoria."

Fourcroy, Chimie, 1795

"La chimica organica è oggi tale da condurre un uomo fuori di senno. Essa produce in me l’impressione di una foresta tropicale primitiva, riempita di cose interessanti, e di una mostruosa, illimitata vegetazione dalla quale è impossibile districarsi e in cui è pauroso entrare."

Da una lettera di Woelher a Berzelius, 1835

"Lo scopo principale (del chimico) è separare le diverse sostanze che entrano nella composizione di un corpo, esaminare ciascheduna in particolare, riconoscerne le proprietà e analogie, decomporre nuovamente.. le sostanze già separate, paragonarle e combinarle con altre sostanze, riunirle e coagularle di nuovo insieme facendone rivivere il primo misto con tutte le sue proprietà, ovvero per miscele in diversi modi combinate creare nuovi composti dei quali la natura non ci abbia giammai prestati modelli."

Eléments de chemie théorique, Pierre Joseph Macquer, 1749

"La legge della periodicità porta a conseguenze che i precedenti sistemi non avrebbero osato prevedere. Prima si aveva solo uno schema, un aggruppamento sottoposto a determinati fatti, mentre la legge periodica subordina a se stessa i fatti, e tende ad approfondire il principio filosofico che governa la natura misteriosa degli elementi."

Dimitrij Ivanovic Mendeleev, 1875

LA CHIMICA di Primo Levi [...]

troppo chimico, e chimico per troppo tempo, per sentirmi un autentico uomo di lettere; troppo distratto dal paesaggio, variopinto, tragico o strano, per sentirmi chimico in ogni fibra, [...] mi sono divertito a guardare il mondo sotto luci inconsuete, invertendo per così dire la strumentazione: a rivisitare le cose della tecnica con l’occhio del letterato, e le lettere con l’occhio del tecnico.

[...] quando un lettore si stupisce del fatto che io chimico scriva, rispondo che scrivo proprio perché sono un chimico [...]: il mio vecchio mestiere si è largamente trasfuso nel nuovo.

Il termine “libertà” ha notoriamente molti sensi, ma forse il tipo di libertà più accessibile, più goduto soggettivamente e più utile al consorzio umano, coincide con l’essere competenti nel proprio lavoro[…]

[…] la chimica è una cosa che serve a tutto. Serve a coltivarsi, serve a crescere, serve a inserirsi in qualche modo nelle cose concrete; serve a educare se stessi… […]

io ho scelto di interessarmi di chimica che ero un bambino, avevo 14-15 anni: perché mi appassionava il parallelismo tra la formula scritta sulla carta e quello che avviene nella provetta: mi sembrava già allora qualcosa di magico e la chimica mi sembrava la chiave principale per aprire i segreti del cielo e della terra, e aver letto allora che uno spettroscopio permette di conoscere la composizione chimica di una stella, mi sembrava uno dei massimi poteri dell'uomo.

Saremmo stati chimici, Enrico ed io […] ma le nostre aspettazioni e speranze erano diverse […] mi volevo mantenere fedele all’idea che la nobiltà dell’Uomo, acquisita in cento secoli di prove e di errori, era consistita nel farsi signore della materia […] vincere la materia è comprenderla, e comprendere la materia è necessario per comprendere l’universo e noi stessi […]

Il chimico ingaggia una scherma, una partita a due con la materia […].Una cosa è molto importante in questa lotta: il chimico non può mai smarrire la lucidità della propria ragione, non può mai abbandonarsi al compiacimento dell’ipotesi elegante e non provata; deve sempre verificare ciò che scopre, qualsiasi sia la sua piccola vittoria. Questo, più di ogni altra cosa, insegna la chimica: a vigilare sempre con la ragione […] Quando la ragione si arrende, nascono il nazismo e il fascismo.

[…] noi (chimici) montiamo e smontiamo delle costruzioni molto piccole. Ci dividiamo in due rami principali, quelli che montano e quelli che smontano, e gli uni e gli altri siamo come dei ciechi con le dita sensibili […] perché le cose che manipoliamo sono troppo piccole per essere viste, anche coi microscopi più potenti; e allora abbiamo inventato diversi trucchi intelligenti per riconoscerle senza vederle.

Quelli che smontano, cioè i chimici analisti, devono essere capaci di smontare una struttura pezzo per pezzo senza danneggiarla […]; di allineare i pezzi smontati sul bancone, sempre senza vederli, di riconoscerli uno per uno, e poi di dire in che ordine erano attaccati insieme.

[…] Io ho sempre fatto il chimico montatore, uno di quelli che fanno le sintesi, ossia che costruiscono delle strutture su misura. Mi danno un modellino […] ma non abbiamo (ancora!) quelle pinzette […] che ci permetterebbero di prendere un segmento […] e di incollarlo nel verso giusto sul segmento già montato. Se […] le avessimo […] saremmo già riusciti a fare delle cose graziose che fin adesso le ha solo fatte il Padreterno […]

[…] il laboratorio: ci stavamo cinque ore al giorno, era un bell'impegno. Un'esperienza straordinaria. In primo luogo perché toccavi con mano: alla lettera, ed era la prima volta che mi capitava, anche se magari ti scottavi le mani o te le tagliavi. Era un ritorno alle origini. La mano è un organo nobile, ma la scuola, tutta presa ad occuparsi del cervello, l'aveva trascurata. E poi il laboratorio era collegiale, un centro di socializzazione dove si diventava veramente amici. […] Era il lavoro di équipe che nella scuola precedente era sconosciuto […]. Lo sbagliare insieme è un'esperienza fondamentale.

[...] Credo che ogni chimico conservi del laboratorio [..] un ricordo dolce e pieno di nostalgia. [...] se ne usciva, ogni sera, [...] con la sensazione di avere “imparato a fare una cosa; il che, la vita lo insegna, è diverso dall’avere “imparato una cosa”.

[…] il sistema periodico di Mendeleev, che proprio in quelle settimane imparavamo laboriosamente a dipanare, era una poesia, più alta e più solenne di tutte le poesie digerite al liceo: a pensarci bene, aveva persino le rime! L’espressione è paradossale, ma la rima c’è proprio.[…] Ogni riga termina con la stessa “sillaba”, sempre composta da un alogeno più un gas raro: fluoro + neon, cloro + argon…Ma nella frase [...] c’è di più. C’è l’eco della grande scoperta, quella che ti toglie il fiato; dell’emozione (anche estetica, anche poetica) che Mendeleev deve aver provato quando intuì che ordinando gli elementi allora noti in quel certo modo, il caos dava luogo all’ordine, l’indistinto al comprensibile [...] Ravvisare o creare una simmetria, “mettere qualcosa al posto giusto” è un’avventura mentale comune al poeta e allo scienziato.

Ognuno sa che gli elementi “per bene”, quelli esistenti in natura, sia sulla Terra, sia negli astri, sono novantadue […]. I loro nomi […] costituiscono un mosaico pittoresco che si estende nel tempo dalla lontana preistoria a oggi, ed in cui affiorano forse tutte le lingue e le civiltà dell'Occidente […]

[...] una tecnologia impazzita, o asservita a una classe può condurre il mondo a una catastrofe o ad una lenta cancrena, mentre la scienza, come figlia della ragione, può liberare l'umanità da buona parte delle sue sofferenze ed entro certi limiti lo ha già dimostrato [...]. Penso che la tecnica sia come la lancia di Achille, che ferisce o guarisce, a seconda di come viene maneggiata, o meglio, a seconda della mano che la regge.

[..] accade anche in chimica, come in architettura, che gli edifici “belli” e cioè simmetrici e semplici, siano anche i più saldi: avviene insomma per le molecole come per le cupole delle cattedrali o per le arcate dei ponti.

Tutti sanno come vive un corsaro, un avventuriero, un medico, una prostituta. Di noi chimici trasmutatori di materia, un mestiere di ascendenza illustre, non c'è molta traccia e mi sembrava giusto “turare un buco”. Così è nato “Il sistema periodico”.

In questo libro ho cercato di mettere in luce la nobiltà del nostro lavoro, il suo valore educativo e formativo, in polemica con le ideologie correnti ancora oggi nel nostro paese, secondo cui l'unica via maestra per la cultura e la maturità passa per il latino, i1 greco e l'analisi estetica, mentre la matematica e la fisica sarebbero astruserie inutili, o utili solo come mestiere, come guadagna-pane.

[...] fantasticavo di scrivere la saga di un atomo di carbonio, per far capire ai popoli la poesia solenne, nota solo ai chimici, della fotosintesi clorofilliana[...]

[…] volevo […] convogliare ai profani il sapore forte e amaro del nostro mestiere, che è poi un caso particolare, una versione più strenua, del mestiere di vivere.

lo sono convinto che tutti i lavori che si fanno con le mani e col cervello posseggono, in potenza, quel contenuto, quel succo che il mio possiede.

Si possono raccontare delle storie, penso interessanti e comprensibili da tutti, anche attingendo a questa cosa misteriosa, sospetta, arida, che i non chimici vedono nella chimica.

La chimica è l’arte di separare, pesare e distinguere: sono tre esercizi utili anche a chi si accinge a descrivere fatti o a dare corpo alla propria fantasia.

La chimica mi ha insegnato chiarezza e concisione, l’abitudine a pesare le parole, la virtù della pazienza, il gusto per la concretezza.

Sono debitore al mio mestiere anche di ciò che fa maturo l’uomo, il successo e l’insuccesso, riuscire o non riuscire, le due esperienze della vita adulta necessarie a crescere.

PERSONALIZZAZIONE DEGLI ELEMENTI

Ho… raccontato …del loro (degli elementi chimici) carattere, virtù, vizi e stranezze.

L’altrui mestiere

ZINCO [...]: ci si fanno i mastelli per la biancheria, non è un elemento che dica molto all’immaginazione, è grigio e i suoi sali sono incolori, non è tossico, non dà reazioni cromatiche vistose, insomma, è UN METALLO NOIOSO.

C’erano elementi FACILI e FRANCHI, INCAPACI DI NASCONDERSI, come il FERRO E IL RAME; altri INSIDIOSI e FUGGITIVI, come il BISMUTO e il CADMIO.

Il SODIO è un metallo DEGENERE [...]: non è né rigido né elastico, è anzi molle come la cera; non è lucente, [...] reagisce con l’acqua, sulla quale galleggia (un metallo che galleggia!) DANZANDO FRENETICAMENTE e svolgendo idrogeno.

IL PIOMBO è proprio il METALLO DELLA MORTE perché fa morire, perché IL suo peso è UN DESIDERIO DI CADERE, e cadere è dei cadaveri, perché il suo stesso colore è smorto-smorto [...] è un metallo che senti STANCO, forse STANCO DI TRASFORMARSI e che non si vuole trasformare più [...]

Il FOSFORO ha un nome molto bello (vuol dire “portatore di luce”), è fosforescente, c’è nel cervello, [...] senza fosforo le piante non crescono [...], c’è nei fuochi fatui [...]. No, non è un elemento EMOTIVAMENTE NEUTRO. [...]

l’acido cloridrico [...] è uno di quei NEMICI FRANCHI CHE TI VENGONO ADDOSSO GRIDANDO DA LONTANO e da cui quindi è facile guardarsi.

Il MERCURIO è una sostanza BIZZARRA: è FREDDO E FUGGITIVO, SEMPRE INQUIETO, ma quando è ben fermo ci si specchia meglio che in uno specchio.

Ci sono, nell’aria che respiriamo, i cosiddetti GAS INERTI. Portano curiosi nomi greci[...], che significano “il Nuovo”,“il Nascosto”, l’Inoperoso”, “lo Straniero” . Sono […] talmente inerti, talmente PAGHI DELLA LORO CONDIZIONE, che […] non si combinano con nessun altro elemento […]: solo nel 1962 un chimico di buona volontà, dopo lunghi e ingegnosi sforzi, è riuscito a costringere lo xenon a combinarsi fugacemente con l’AVIDISSIMO, VIVACISSIMO FLUORO, e l’impresa è apparsa talmente straordinaria che gli è stato conferito il Nobel. Si chiamano anche GAS NOBILI, e qui ci sarebbe da discutere se veramente tutti i nobili siano inerti e tutti gli inerti siano nobili […]

[...] l’acido solforico [...]: un olio dall’aspetto così innocuo che va SOGGETTO A COLLERE FURIBONDE [...]

[…] avviene che ogni elemento dica qualcosa a qualcuno [...] il CARBONIO DICE TUTTO A TUTTI [...]; è un elemento SINGOLARE, il solo che sappia legarsi a se stesso in lunghe catene stabili senza grande spesa di energia ed alla vita sulla terra occorrono lunghe catene [...]; è l’elemento chiave della sostanza vivente, ma il suo ingresso nel mondo vivo non è agevole [...] .Se l’organicazione del carbonio non si svolgesse quotidianamente intorno a noi, [..] le spetterebbe di diritto il nome di miracolo.

Ci sono metalli AMICI e metalli NEMICI. Lo STAGNO era un AMICO. Non solo perché [...] Emilio ed io ne vivevamo [...] ma [...] perché si sposa al FERRO, trasformandolo nella MITE latta, e privandolo della sua QUALIFICA SANGUINARIA di “nocens ferrum”; [...] perché fonde basso, quasi come noi [...]

Nulla della BONARIETA’ GENEROSA dello STAGNO sopravvive nel suo cloruro (del resto i CLORURI in genere sono GENTAGLIA […], con la sola eccezione del sale comune […] ); è AGGRESSIVO ma anche DELICATO, come certi sgradevoli avversari sportivi che piagnucolano quando perdono.

Che poi l’allossana, destinata ad abbellire le labbra delle dame, scaturisse dagli escrementi delle galline o dei pitoni, era un pensiero che non mi turbava neanche un poco. Il mestiere di chimico [...] insegna a superare, anzi ad ignorare certi ribrezzi [...]: la materia è materia, né nobile né vile, infinitamente trasformabile [...].

L’azoto è azoto, passa mirabilmente dall’aria alle piante, da queste agli animali, e dagli animali a noi; quando nel nostro corpo la sua funzione è esaurita, lo eliminiamo, ma sempre azoto resta, asettico, innocente.

A cura della Prof.ssa R. Ceraulo

L’UOMO E LA NATURA

Ai frati incaricati di tagliar la legna Proibisce di abbattere l’albero intero Affinché abbia la possibilità di dar nuovi polloni. All’ortolano comanda di lasciare intorno all’orto una striscia di terra incolta, affinché a tempo opportuno le erbe verdeggianti e i bei fiori possano lodare il bellissimo Padre di tutte le cose.

Tommaso da Celano, vita di Franesco d’Assisi, 1246-47

“ La terre est comme une orange bleu on en retrouve encore sur la planète, de ces vieux sycomores. Abandonnés par la mer sur la plage, sont récoltés par les poétes, encore si sauvages, ces oxymores.”

Paul Eluard

“L’arancia blu” è l’unico punto conosciuto nell’universo in cui la storia naturale ha prodotto diversificazione e complessità, diminuzione di entropia e creazione di vita… la sottile buccia dell’arancia blu è il luogo della vita.

Enzo Tiezzi, Il capitombolo di Ulisse

Dice una parabola che quando il dio ecologico abbassa lo sguardo e vede la specie umana peccare contro la sua ecologia (per avidità o perché prende delle scorciatoie o compie certi passi nell’ordine sbagliato), sospira e involontariamente manda sulla terra l’inquinamento e la pioggia radioattiva. Non serve dirgli che la trasgressione era di poco conto, che ci dispiace, che non lo faremo più. Non serve fare sacrifici, tentare di placarlo con offerte: il dio ecologico è incorruttibile e quindi non lo si può beffare.

G. Bateson, M.C.Bateson, Dove gli angeli esitano

….il terreno delle tematiche ecologiche è l’unico su cui potrà avvenire il superamento della secolare frattura tra sapere scientifico e sapere umanistico che ha caratterizzato fino ad oggi la cultura occidentale. La complessità dei problemi connessi al riequilibrio del rapporto tra l’uomo e il proprio pianeta è di tale portata che richiede infatti l’apporto comune di tutti i saperi e di tutte le competenze…

Convegno ”Physis. Abitare la terra” Firenze 1986