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Proposta di legge Napoli PDF Stampa E-mail

Art. 1. (Funzione docente).

1. La funzione docente, quale funzione rivolta a contribuire allo sviluppo personale e culturale delle giovani generazioni, è una primaria risorsa professionale della Nazione.
2. La Repubblica riconosce e valorizza la professione dell'insegnante, ne promuove l'immagine e il prestigio e ne garantisce la qualità, attraverso un efficace sistema di reclutamento, la formazione iniziale e continua, la carriera e la retribuzione per merito.
3. La Repubblica detta le norme che definiscono lo statuto degli insegnanti, secondo i princìpi sanciti dalla Costituzione, nonché secondo i principi e criteri stabiliti dall'articolo 2 della presente legge, nel contesto dell'autonomia organizzativa e didattica delle istituzioni scolastiche di cui all'articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, nonché delle norme generali e dei livelli essenziali definiti dalla legge 28 marzo 2003, n. 53.



Art. 2. (Princìpi e criteri dello statuto degli insegnanti).

1. Lo statuto degli insegnanti del sistema nazionale di istruzione è definito secondo i seguenti princìpi e criteri:

a) estensione e applicazione dello statuto degli insegnanti a tutte le istituzioni scolastiche e formative del sistema nazionale di istruzione;

b) individuazione degli aspetti comuni della funzione docente, quale funzione rivolta prioritariamente ad educare i giovani all'autonomia e alla responsabilità, a perseguire alti livelli formativi e di apprendimento tecnico, scientifico e professionale di ogni allievo, nel rispetto delle differenze individuali e delle singole personalità;

c) garanzia dell'autonomia della funzione docente e della libertà di insegnamento quali strumenti di attuazione del pluralismo e della qualità ed efficacia della prestazione professionale e del servizio di istruzione;

d) definizione dei diritti e dei doveri fondamentali che caratterizzano la funzione docente e le altre articolazioni di tale funzione;

e) articolazione della funzione docente, ferma restando l’unicità della funzione ai sensi dell’art. 21 comma 16 della L. 59/97, in specifiche funzioni di docente tirocinante straordinario, docente ordinario e docente esperto. In particolare, il docente esperto ha responsabilità in relazione ad attività di formazione iniziale e di aggiornamento permanente dei docenti, di coordinamento di dipartimenti o di gruppi di insegnanti, di collaborazione e di temporanea sostituzione del dirigente scolastico. Alla funzione di esperto si accede mediante concorso volto a verificare il possesso dei requisiti professionali individuati sulla base di precisi standard;

f) modalità di assegnazione delle singole funzioni ai docenti;

g) modalità in cui si esprime l'autonomia e la libertà di insegnamento, in particolare attraverso la definizione del rapporto tra funzione docente, compiti dell'organo collegiale dei docenti e dirigenza scolastica;

h) valutazione e verifica delle prestazioni di ogni titolare della funzione docente ai fini della progressione economica e di carriera;

i) istituzione di un albo nazionale dei docenti del sistema nazionale di istruzione, suddiviso in sezioni regionali; a cui vengono iscritti i docenti che hanno maturato un servizio di 360 giorni successivamente al conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento.

l) modalità e strumenti organizzativi e procedurali per assicurare la trasparenza delle attività rese nell'esercizio della funzione docente ai cittadini, ai genitori e agli studenti;

m) incompatibilità disciplina delle compatibilità tra le articolazioni della funzione docente con e lo svolgimento di altre specifiche funzioni, attività e professioni.

 

Art. 2-bis (Reclutamento dei docenti)

1. L’assegnazione dei docenti alle istituzioni del sistema nazionale d’istruzione avviene esclusivamente con procedure concorsuali definite a livello regionale, sia per i contratti a tempo indeterminato, che a tempo determinato.

2. Le istituzioni scolastiche del sistema nazionale d’istruzione non possono procedere, ai fini dell’assunzione, alla chiamata diretta dei docenti.

3. L’iscrizione all’albo di cui all’art. precedente è condizione necessaria per le prestazioni libero professionali in qualità di “docente abilitato all’esercizio della professione”.

4. Nelle scuole del sistema nazionale d’istruzione l’attività d’insegnamento nelle materie curriculari non può essere assegnata mediante contratti di prestazione libero professionale, ma con contratti di lavoro dipendente, a tempo determinato o indeterminato, che vengono stipulati a seguito delle procedure concorsuali di cui al comma 1.

5. Le scuole del sistema nazionale d’istruzione possono altresì stipulare contratti di prestazione libero professionale con i docenti iscritti all’albo di cui all’art. 2 della presente legge, per ogni attività inerente l’ampliamento dell’offerta formativa (art. 9 DPR 275/99) deliberata dal Collegio dei Docenti, se le relative delibere prevedono il ricorso a personale esterno alla scuola.

6. I docenti, muniti di idoneo titolo di studio, ma non iscritti all’albo, possono stipulare con le istituzioni scolastiche contratti di formazione-lavoro; la loro prestazione professionale avviene sotto la guida di un docente esperto, o, in mancanza, di un docente ordinario; in entrambi i casi tale docente viene designato dal Collegio dei docenti.

 

Art. 3. (Funzioni di dirigenza e di consulenza).

1. E' ridefinita la funzione di dirigente scolastico, di cui agli articoli 25 e 29 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, caratterizzata dalla specificità del servizio di istruzione cui il dirigente è preposto e dai legami professionali con la funzione docente.

2. E' definita la funzione ispettiva, ovvero di consulenza tecnica, caratterizzata per l'ampiezza delle conoscenze e delle esperienze maturate nell'ambito dell'istituzione nonché da comprovata capacità e autonomia di ricerca.

3. Alle funzioni indicate ai commi 1 e 2 si accede mediante concorso a cui possono partecipare esclusivamente i docenti esperti.

4. Nel rispetto della libertà d’insegnamento, le funzioni della dirigenza scolastica sono regolate secondo quanto stabilito dall’art. 15 comma 2 del D. L.vo 165/01 , in quanto le istituzioni scolastiche autonome ai sensi dell’art. 21 L.59/97 sono a pieno titolo istituzioni di ricerca e sperimentazione.

 

Art. 4. (Organismi tecnici rappresentativi).

1. Al fine di garantire l'autonomia professionale, la responsabilità e la partecipazione dei docenti alle decisioni sul sistema nazionale di istruzione sono istituiti appositi organismi tecnici rappresentativi della funzione docente, uno nazionale ed uno per ciascuna regione.
2. I membri di ogni organismo tecnico sono determinati in numero non superiore a trenta, la cui maggioranza è eletta da tutti i docenti iscritti all'albo nazionale della funzione docente o dagli iscritti alla rispettiva regione e durano in carica tre anni. Una parte è designata dalle università o dalle università aventi sede nella regione. Un terzo dei membri dell’organismo tecnico è designata dalle Università aventi sede nella regione.

3. Le elezioni degli organismi di cui al presente articolo sono disciplinate secondo criteri idonei a garantire risultati rappresentativi del pluralismo tecnico e culturale dei titolari della funzione docente.

4. Gli organismi tecnici hanno ampia autonomia organizzativa e sono dotati di propri mezzi.



Art. 5. (Funzioni degli organismi tecnici rappresentativi).

1. Gli organismi tecnici rappresentativi di cui all'articolo 4 provvedono a tenere l'albo nazionale dei docenti, a stabilire gli standard per la formazione iniziale, l'abilitazione e il tirocinio periodo di prova, nonché gli standard professionali dei docenti. Provvedono inoltre a redigere e a tenere aggiornato il codice deontologico e intervengono nei casi di mancato rispetto del codice stesso.

2. Gli organismi di cui al comma 1 formulano proposte e pareri obbligatori in merito alla determinazione degli obiettivi, agli standard di valutazione e ai mezzi per il conseguimento degli obiettivi generati del sistema nazionale di istruzione, alle tecniche e alle procedure di reclutamento e alla relazione annuale sullo stato della funzione docente.

3. Gli organismi tecnici regionali provvedono alla tenuta delle sezioni regionali dell'albo di cui al comma 1 e alla formulazione di pareri e di proposte in materie di competenza dell'organismo tecnico nazionale per quanto riguarda la dimensione regionale.

Art. 6. (Contrattazione e area autonoma).

1. Al fine di garantire l'autonomia della funzione docente e la libertà di insegnamento, sono individuate le materie riservate alla contrattazione nazionale e integrativa regionale, secondo criteri di essenzialità e di compatibilità con i princìpi fissati dalla presente legge.

2. La rappresentanza sindacale unitaria è costituita a livello regionale.

3. Il rapporto di lavoro dei docenti e delle articolazioni di cui alla presente legge è disciplinato con una area autonoma di contrattazione, ai sensi dell’art. 21 comma 17 e dell’art. 11 comma 4 lett. d) della L. 59/97.

 

Art. 7. (Soppressione delle rappresentanze sindacali unitarie scolastiche).

1. Alle istituzioni scolastiche di cui all'articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 42, commi 3 e seguenti, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, all'accordo 7 agosto 1998, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 207 del 5 settembre 1998, e al capo II del titolo I del contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al quadriennio 1998-2001, del personale del comparto scuola, di cui all'accordo 26 maggio 1999, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 133 del 9 giugno 1999, concernenti la costituzione delle rappresentanze sindacali unitarie. agli articoli 6 (ferme restando le materie di informazione preventiva e successiva alle OO.SS. di cui al seguente comma), 7 (limitatamente al punto III) del CCNL Scuola 2002-2005, concernenti le RSU d’istituto e le loro attribuzioni, e all’art. 8 comma 3 del CCNL Scuola 2002-2005, concernente le assemblee sindacali in orario di lavoro: dette assemblee possono essere indette da tutte le OO.SS., purché costituite in associazione con proprio statuto.

4. La partecipazione sindacale nelle istituzioni scolastiche è garantita dagli istituti dell’informazione preventiva e successiva, per tutte le materie d’informazione e contrattazione previste dall’art.6 CCNL 2002-2005; essa viene fornita, ai sensi dell’art. 43 comma 12 del D. L.vo 165/01, a tutte le organizzazioni sindacali, purché costituite in associazione con proprio statuto; i materiali relativi all’informazione preventiva e successiva sono consegnati ai terminali associativi costituiti presso le istituzioni scolastiche, ovvero alle strutture territoriali delle OO.SS. che ne facciano richiesta, secondo scadenze congrue all’esercizio dei diritti e delle prerogative sindacali. Sulle materie d’informazione preventiva e successiva, i soggetti sindacali presenti nella scuola o le strutture territoriali dei sindacati rappresentativi possono richiedere un esame dell’argomento oggetto dell’informazione. Il dirigente informa della richiesta tutti i soggetti sindacali presenti nella scuola, unitamente alle strutture territoriali delle OO.SS. rappresentative, e procede a convocare un apposito incontro, che può concludersi con un’intesa entro 15 giorni.

2. Il decreto-legge 22 gennaio 1999, n. 5, convertito dalla legge 24 marzo 1999, n. 69, è abrogato.


Art. 7-bis. (Collegio dei Docenti)

Al Collegio dei Docenti, fermo restando quanto previsto dall’art. 7 del D. L.vo 297/94, sono demandate tutte le materie, riguardanti il personale docente, che sono oggetto di informazione preventiva, contrattazione integrativa ed informazione successiva secondo l’art. 6 del CCNL Scuola 2002-2005; in particolare: comma 2 lett. a), b), c); lett. d) , e) , h), i), j) k), limitatamente al personale docente.

 

Art. 8. (Regolamento di attuazione).

1. Con regolamento da emanare entro dodici mesi dalla data di entra in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, di intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentite le Commissioni parlamentari competenti, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca e del Ministro per la funzione pubblica, si provvede a dare attuazione ai principi e ai criteri dello statuto degli insegnanti stabiliti dall'articolo 2 della presente legge.

Le correzioni e le scritte in rosso sono quelle originarie apposte sulla proposta di legge.