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La Buona Scuola

Qualche riflessione


Il ddl relativo a La Buona Scuola approvato il giorno 9 luglio 2015 vanta l’introduzione o il potenziamento dello studio delle seguenti discipline: Arte, Musica, Lingue, Diritto ed Economia. Si può pure condividere l’attenzione posta dal Ministro del MIUR e dal Governo ad alcuni settori del sapere, perché come sappiamo questo non è mai troppo dati i limiti dell’esistenza di ciascuno di noi.
Ogni governo come nota di distinzione e/o forse pensando di passare alla Storia tiene molto ad occuparsi della Scuola E così si lancia nelle cosiddette RIFORME che tali non sono come abbiamo più volte sottolineato, ma soltanto ritocchi nell’intento di migliorare la condizione della Scuola. A volte accade che qualche nota di positivo si riscontri anche in questi ritocchi.
Ciò che preoccupa e mortifica è che i governi di qualunque colore politico perseverano nel non comprendere il valore che la formazione scientifica ha per la formazione della persona e il valore che il potenziamento delle discipline scientifiche sperimentali e in particolare della Chimica ha per lo sviluppo industriale del Paese. Forse i nostri politici non comprendono tutto ciò perché provengono da una Scuola e da una impostazione sociale e filosofica che non ha permesso e non permette loro di percepire rapidamente i cambiamenti e i tempi in cui vivono.
Il MIUR scrive pagine lunghissime sulle Indicazioni nazionali del curricolo dove fra l’altro sembra che la parola “competenza” sia posta lì quasi per caso. Eppure la parola competenza dovrebbe essere evidenziata perché la migliore qualità del percorso educativo è determinata proprio e sopratutto dalla competenza dei docenti da cui discende la corretta conoscenza dei discenti.
A cominciare dalla Matematica che dovrebbe essere insegnata (sic!) a partire dalla Scuola dell’obbligo da chi ne ha competenza perché la Matematica come la Lingua Italiana è una delle due discipline fondamentale per l’acquisizione di tutti i saperi.
A dire il vero anche i docenti giocano la loro parte. Infatti nelle varie proteste non si sente mai pronunziare la parola competenza da parte dei docenti.
Noi chimici comunque non dobbiamo demordere. Chissà che prima o poi non ci imbattiamo in un politico illuminato? Auspichiamo che i nostri colleghi siano consapevoli delle richieste e delle proposte portate avanti dalla AIC e siano convinti che nulla accade per caso e che non vi è cambiamento se non si partecipa.

Desidereremmo conoscere la vostra opinione.