Home Bacheca Riorganizzazione delle classi di concorso
PDF Stampa E-mail

BREVI NOTE

A PROPOSITO DELLA RIORGANIZZAZIONE

DELLE CLASSI DI CONCORSO E DEI RELATIVI INSEGNAMENTI


Capita talvolta, all’interno dell’ormai eccessivo ammontare di info, notizie e documenti che circolano liberamente sul web, di imbattersi in notizie curiose e sorprendenti, che colpiscono per la loro vacuità ed inconsistenza.

Eccone un recente esempio: sul sito web della organizzazione sindacale Gilda (www.gildavenezia.it) è apparsa una lettera a firma di una insegnante di Scienze ed a nome di non meglio identificati “Insegnanti di Scienze A060” nella quale, 

tra l’altro, si chiede che “gli abilitati nella attuale classe di concorso A060 possano accedere ... assieme ad altre classi di concorso, ai seguenti insegnamenti: Chimica e Fisica negli istituti tecnici e professionali in cui le dette discipline hanno un monte ore annuo pari a 66”. Ricordo che tale monte orario è previsto per il settore economico (indirizzo Amministrazione, finanza e marketing ed indirizzo Turismo) degli Istituti tecnici ed in tutti gli Istituti professionali.

Ricordo ancora che tutti gli altri settori in cui è suddivisa l’istruzione tecnica, prevedono un monte orario annuo per la Chimica pari a 99.

Le preoccupazioni che muovono la redattrice del documento fanno riferimento alla “frammentazione degli insegnamenti” ed alla “instabilità degli organici” con in più qualche cenno a “disorganizzazione didattica” e “continuità didattica”.

La motivazione nobile e di natura didattica viene ascritta dalla redattrice del documento invece alla considerazione che “gli insegnamenti di 66 ore non sono specialistici e propedeutici, bensì veri e propri percorsi per la cittadinanza” .

E’ un vero piacere notare che la collega è perfettamente consapevole delle sue inadeguate ed insufficienti conoscenze della Chimica, tali da indurla a ritagliarsi (per sé e per i suoi colleghi della classe A060) per la Chimica soltanto la super-nicchia piccola piccola della “cittadinanza”.

Questa confessione squarcia, certamente contro la volontà ed il desiderio dell’autrice, finalmente dal di dentro, quel velo che ha nascosto la realtà sulla qualità dell’insegnamento della Chimica nei nostri Licei, dove tale insegnamento è stato mischiato a tanti altri nel famigerato ibrido denominato “Scienze naturali”, con l’aggravante di essere stato, praticamente sempre, affidato a docenti non laureati in Chimica.

A tale riguardo notiamo come, purtroppo, il famigerato ibrido vivrà anche con il riordino dell’istruzione liceale, contrariamente alle posizioni ripetutamente espresse in tutte le sedi opportune dai Chimici italiani (l’ultima ed ennesima delle quali in http://www.chimici.it/cnc/fileadmin/novita/prot_500_10_Ministro_Gelmini.pdf.

Poi però la collega si contraddice in maniera dolorosa ed insanabile quando afferma che “non è affatto opportuno che personale sprovvisto di abilitazione all’insegnamento di Scienze naturali possa insegnare questa disciplina (Scienze naturali) nei Licei scientifici opzione scienze applicate”!!!

E’ del tutto impossibile comprendere come il Biologo POSSA soltanto insegnare la Chimichetta come contributo alla “cittadinanza” negli istituti tecnici e DEBBA invece insegnare la Chimicona nientemeno che nel Liceo scientifico opzione scienze applicate, che dovrebbe rappresentare il maximum -top-super della formazione e della cultura scientifica dei ragazzi italiani!!!

La verità è che la collega non si accorge di questa terribile contraddizione perché la Chimica nei nostri Licei non è mai stata insegnata veramente, né a livello sperimentale (uso dei laboratori) né a livello teorico. L’autonomia, l’indipendenza e soprattutto l’assoluta centralità della disciplina, ormai da molti decenni universalmente riconosciute, insieme ai suoi valori, metodi, procedure, sono rimaste fuori dalle aule dei Licei (ed anche dalle stanze dei Ministri della Pubblica Istruzione).

Ed allora, cosa fare?

  1. I docenti Chimici insegnino la Chimica dove questa è comunque presente (in tutti gli istituti italiani di istruzione secondaria superiore).

  2. La via d’uscita per i Biologi/Naturalisti per entrare nelle aule delle scuole ad insegnare Chimica è la seguente: iscrizione ad un corso di Laurea in Chimica, sostenere e superare 21 esami a strettissimo contenuto chimico, lavorare tutti i santi giorni in laboratorio, sostenere e superare 3 esami di Fisica, sostenere e superare 4 esami di Matematica, sostenere e superare un paio di altri esami a libero contenuto. Ma non è finita: trascorrere per lo meno un anno intero in un laboratorio di Chimica universitario a predisporre una bella tesi di laurea sperimentale. A quel punto non è indispensabile un qualunque documento abilitativo. BENVENUTI!


Giorgio Cucciardi

Presidente A.I.C. - Associazione Insegnanti Chimici