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Lettera al Ministro PDF Stampa E-mail

ASSOCIAZIONE INSEGNANTI CHIMICI 

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Al Ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini

Al Sottosegretario per l’Istruzione,Giuseppe Pizza

Al Capo Dipartimento per l’Istruzione,Giuseppe Cosentino

Al Direttore generale Istruzione e formazione Tecnica superiore,Maria Grazia Nardiello

Al Prof. Ing. Alberto Felice De Toni, Presidente della Commissione per l’lstruzione Tecnica e Professionale

 

Oggetto: comunicazioni e proposte urgenti sulle nuove bozze di quadri orario per gli Istituti Tecnici, Istituti Professionali e Licei.


Gentile Ministro, Egregio Prof. De Toni,

Condividiamo pienamente i timori manifestati dal Presidente della Società Chimica Italiana nelle sue due recentissime lettere riguardanti le nuove bozze di quadri orario degli Istituti Tecnici, gli Istituti Professionali ed i Licei, riportate in http://www.soc.chim.it/it/728 ed in http://www.soc.chim.it/it/729 .

In particolare,desideriamo ribadire alcuni concetti ed esprimere alcune valutazioni al fine di impostare il più appropriato inserimento dell’insegnamento della Chimica nell’ambito della istruzione scientifica.

La Chimica è oggi la disciplina scientifica sperimentale centrale,quella che sostanzia ed alimenta lo sviluppo di tante altre discipline scientifiche. Cio’ posto,si osserva come nell’ordinamento scolastico vigente l’insegnamento della Chimica e delle discipline Chimiche, purtroppo nella quasi totalità dei casi,non viene affidato ai laureati in Chimica, Chimica Industriale e Chimica e Tecnologia Farmaceutica afferenti all’attuale classe di concorso A013, ma a laureati in altre discipline, con danni gravissimi per la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento: vedi i dati OCSE-PISA ed il continuo calo del numero di iscritti alle facoltà scientifiche in generale ed al corso di laurea in Chimica in particolare, come si rileva anche dal sito del Ministero della Pubblica Istruzione.

In particolare nel citato sito è scritto che:

 

In Cina, negli ultimi dieci anni, le immatricolazioni degli studenti delle facoltà scientifiche sono cresciute da due a sei milioni. In Italia le immatricolazioni universitarie nell’ambito scientifico sono scese mediamente del 55% e solo in questi ultimi due anni si sta registrando una sensibile ripresa. Si stima che, tra dieci anni, più del 90% dei chimici, dei fisici e degli ingegneri, sarà di origine asiatica.” (…)In Italia, infatti, la situazione è grave. Molto grave. E non è percepita come tale dal paese nel suo complesso. I giovani non si orientano più in numero sufficiente verso le professioni ed i saperi scientifici. Le indagini internazionali (Ocse, Iea), inoltre, rivelano lacune assai preoccupanti nei nostri ragazzi..”

 

LE NOSTRE PROPOSTE

 

ISTRUZIONE TECNICA

 

  • Biennio
Da fonti sindacali si apprende che le Vostre proposte prevederebbero, per gli istituti tecnici, una riduzione di ore che colpirebbe in particolare l’area generale, quella che comprende la Chimica. Chiediamo che tale area venga innanzitutto risparmiata e poi qualitativamente potenziata prevedendo, nel biennio iniziale di tutti gli Istituti Tecnici e Professionali, l’insegnamento della Chimica generale come disciplina a sè stante, sia in quanto materia a forte caratura formativa,sia perche’ propedeutica allo studio delle scienze naturali/biologiche ed alla maggior parte delle successive materie tecniche.

 

Auspichiamo vivamente in ogni caso che non si affidi l’insegnamento della Chimica e delle discipline Chimiche a docenti privi di preparazione specifica a livello accademico, requisito che è assolutamente irrinunciabile anche per le indispensabili attività del laboratorio di chimica, che non potranno mai essere gestite adeguatamente ed autonomamente da docenti diplomati (Insegnanti Tecnico Pratici degli attuali Istituti Tecnici e Professionali) o non laureati in Chimica, Chimica Industriale o Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, dell’attuale classe di concorso A013.


  • Triennio

In considerazione dell’avvicinamento al mondo del lavoro e/o degli studi universitari,nel triennio finale l’area di indirizzo deve essere ampliata ed approfondita,suggeriamo pertanto per il Settore Tecnologico di scindere il previsto indirizzo chimico-biologico in: 1) chimico industriale [che confermerebbe l'ottimo corso attuale per periti chimici] e 2) chimico biologico [che potrebbe essere attuato con successo presso gli attuali istituti professionali ad indirizzo chimico biologico e gli Istituti Tecnici per le attività sociali con indirizzo biologico]): in assenza di tale distinzione, nell’immediato futuro, periti chimici che reggano il confronto con gli attuali, l'industria chimica e petrolchimica italiana, dovrà cercarseli all'estero.

Per gli altri indirizzi del settore tecnologico proponiamo che nel terzo anno venga effettuato lo studio della chimica applicata ai materiali caratteristici del relativo indirizzo (come la chimica applicata ai materiali da costruzione attualmente insegnata al corso Geometri tradizionale).

Per il settore economico e dei servizi, nel terzo anno, proponiamo l’insegnamento della chimica merceologica.


ISTRUZIONE PROFESSIONALE

Da fonti sindacali apprendiamo che sarebbe previsto il passaggio dal vecchio ordinamento al cosiddetto progetto 2002, nel quale è previsto per il corso Chimico-biologico una notevole riduzione di ore di lezione, a danno praticamente esclusivo delle ore di chimica: ben 3 nel primo anno, 3 nel secondo anno e 4 ore nel terzo anno: in un corso chimico-biologico ovviamente lo riteniamo paradossale e sbagliato.

Auspichiamo vivamente in ogni caso che non si affidi l’insegnamento della Chimica e delle discipline Chimiche a docenti privi di preparazione specifica a livello accademico, requisito che è assolutamente irrinunciabile anche per le indispensabili attività del laboratorio di chimica, che non potranno mai essere gestite adeguatamente ed autonomamente da docenti diplomati (Insegnanti Tecnico Pratici degli attuali Istituti Tecnici e Professionali) o non laureati in Chimica, Chimica Industriale o Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, dell’attuale classe di concorso A013.


LICEI

Manifestiamo la nostra preoccupazione riguardo l’informazione avuta da siti sindacali secondo la quale si intendono riconfermare i quadri orari dei licei riportati in http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2005/allegati/dlgs_secondo_ciclo_quadriorario.pdf In tali quadri orario figurava lo studio delle "scienze naturali" ( indicata con asterisco a piè di pagina come "Biologia, Chimica, Scienze della Terra"), peraltro con pochissime ore settimanali.

Non solo oggi,ma ormai da molti anni,questo miscellanea indistinta e superficiale non possiede più alcun senso,né didattico né formativo.

In questo contesto bisogna prendere atto che:

1) la Chimica, oltre ad avere un nobile status di disciplina distinta ed autonoma, è uno strumento formidabile di educazione e formazione scientifica;

2) la Chimica,insieme alla Matematica ed alla Fisica,è propedeutica alla Biologia,alle Scienze della Terra e a tutte le altre materie scientifiche e tecniche;

3) solo il corretto insegnamento della Chimica può orientare gli studenti liceali a proseguire tali studi a livello universitario;

4) la conseguenza del punto 3) è che la Chimica nei Licei deve essere disciplina a sé stante ed insegnata da laureati in Chimica,Chimica Industriale ed in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche(classe di concorso A013);

5) è fortemente suggerito,nel triennio,lo studio della Chimica Organica e,nei licei artistici, lo studio della Chimica applicata ai materiali.

 

Restiamo a disposizione per qualunque esigenza o richieste di chiarimenti.

 

Distinti saluti.

 

Il Presidente dell’Associazione Insegnanti Chimici

Prof. Giorgio Cucciardi

Palermo, 15/10/2008